Cosa sono i micro momenti

micro momenti google

I micro momenti sono gli step essenziali del ciclo decisionale di un utente (ad es. l’acquisto online) la sfida per le aziende è incidere ed influenzare su di essi. I dispositivi mobile come smartphone e tablet hanno notevolmente cambiato il modo di accedere alle informazioni ogni giorno, il processo di acquisto è quindi sempre meno lineare, ma strutturato sempre più in brevi azioni (“micro-times”). A questo proposito Google ha rilasciato una infografica, che riassume l’argomento. Queste brevi azioni di ricerca sui dispositivi mobili sono determinanti nel nostro modo di acquistare o semplicemente decidere di intraprendere un’azione. Il ciclo di decisione può così spezzarsi in una moltitudine di azioni brevi che possono ramificarsi nel corso del tempo. In queste condizioni, come possiamo incidere e/o influenzare questi momenti chiave? Un consumatore si aspetta da un brand una risposta immediata a queste attese, ecco i 4 principali micro momenti (“bisogni”) dei consumatori. Momenti I-want-to-know: il 65% dei consumatori online sono ancora...
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google schemer

Da poco schemer è operativo in fase beta, la nuova piattaforma di Big G è una sorta di agenda personale condivisa e schematizzata per categorie. Google espande il concetto di “evento facebook” per offrire un servizio in cui si possono creare cose da fare e condividerle con le persone che sono nelle proprie cerchie, man mano il grande social network planetario prende forma. Gli utenti possono cercare in base ad interessi specifici, agli amici o alla località, non è esclusa la possibilità, (ed in basso in effetti compaiono già i brand parter con i relativi eventi) di eventi sponsorizzati per la promozione dei brand o dei prodotti; l’introduzione di questo nuovo servizio da parte di google accentua ulteriormente “l’accerchiamento” di facebook che si vede ancora una volta ridotto ad una parte di internet, mentre Big G espande i suoi prodotti a livello globale. Schemer rende pubbliche tutte le cose che...
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google currents

Google lancia currents un’app che permette di sfogliare i contenuti desiderati, dai blog ai magazine sfogliabili, consentendo anche di seguire i trends del momento ossia gli articoli più letti e più condivisi. Una mossa importante ed intelligente che rafforza il ruolo degli utenti come selettori delle notizie e delle informazioni, ovviamente tutto questo ha dei risvolti importanti sull’indicizzazione e sulle stories a pagamento. Big G come sempre è molto attenta e prolifica sul tema dell’informazione on line, un settore in cui gli investimenti (anche in Italia) sono in costante crescita, e che seguono di pari passo le vendite di tablet e smartphone....
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frontiere digitali dell’informazione

Mercoledì 19 ottobre sarò alla feltrinelli di Caserta per questo incontro sui nuovi media e il giornalismo, di seguito il programma. L’innovazione tecnologica nei modelli di pubblicazione e fruizione dell’informazione – Enriched news: sul web scorre un flusso ininterrotto di notizie che spesso provoca un sovraccarico informativo difficilmente gestibile. D’altra parte, il quotidiano cartaceo non riesce sempre a soddisfare di chi cerca completezza, coerenza e oggettività dell’informazione. Inchieste e reportage crossmediali – ricchi di testimonianze e contributi audio-video – possono costituire la terza via tra carta e web. – Social readers: non solo attraverso Twitter e Facebook, ma anche grazie a molti servizi web e applicazioni oggi il lettore può interagire con la redazione e commentare tutto quello che legge. La selezione, aggregazione e proposta di contenuti rilevanti per le persone di una community si sta rivelando una delle strategie vincenti per sviluppare un rapporto continuativo con i lettori, creare...
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Google, ecco i profili business

Dopo tre mesi di test il social-network  Google + è finalmente pronto. La settimana scorsa, è stato chiuso programma solo su invito, e Big G ha iniziato a promuovere la sua registrazione dichiarando la rete pronta per le brand page. Alla conferenza digitale Ad Ovest della settimana scorsa, Christian Oestlien, product manager del gruppo per la pubblicità sociale di Google, ha annunciato che è vicino a svelare i profili aziendali Plus che permetteranno alle aziende di creare pagine e cerchie come quelli di un singolo utente del social network. Google infatti stava lavorando alla chiusura dei profili delle società. Diversi sono stati chiusi, compresi quelli per Sesame Street, MTV e Mashable, solo due brand hanno ottenuto il via libera ufficiale per testare le pagine di Google +, Ford e General Motors, che sonoin beta tuttavia diversi profili aziendali non ufficiali sono sorti su Google +, creati dalle aziende. A partire dal fine...
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Facebook risponde a Big G

Come da consuetudine facebook non sta a guardare e (come un po’ ci ha abituati) ingloba al suo interno una funzione presa altrove, in questo caso da google plus. In questi giorni infatti è stata aggiunta una nuova funzionalità nell’aggiornamento di stato, in pratica è possibile scegliere a chi far visualizzare i propri post, a determinate persone o soltanto a determinati gruppi. Questa funzione non è nient’altro che quella utilizzata da plus con le cerchie, in pratica nel social network di google ad ogni cerchia corrisponde una rispettiva bacheca, in questo modo è possibile scegliere postare solo in determinati gruppi o nello stream generale (rendendo quindi i propri post visibili a tutti). Facebook non ha mai brillato per creatività, ed anche in questo caso si è limitato a scimmiottare una funzione di qualcun altro, lo ha fatto con places prendendola un po’ da foursquare un po’ da google, ma vedendosi...
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plus 1 entra nel vivo

Google implementa le funzioni del suoi pulsante “più 1”, aggiungendo la possibilità di esprimere un commento e di condividerlo con le proprie cerchie di gplus. Una mossa strategica non da poco, considerando che a breve Big G rilascerà i profili aziendali per il suo social network, per andare direttamente ad affrontare le fan page, oltretutto il +1 ha anche effetti sul pagerank, che è una risorsa con un valore in più sul ritorno d’investimento.   Staremo a vedere come risponderà facebook....
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Google places plus

In un post su twitter places annuncia il suo programma sperimentale per sfruttare le potenzialità combinate delle due piattaforme, una delle prime mosse per attaccare il programma pubblicitario di facebook, compilando il form si accede a questo programma attraverso il quale Big G vuole effettivamente vedere quali sono gli effetti dati dai Brand su plus, facendo leva sulla natura geolocalizzata di places. Una mossa prevedibile ma sicuramente azzeccata, un modo per portare le potenzialità dei social network nella vita reale, sapendo soprattutto che google ha una carta in più, android, il sistema operativo per smartphone attraverso il quale è possibile esplorare una città tramite l’apposita app di Places. Trovate il form qui....
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Google plus, alcune considerazioni

Da poco plus ha raggiunto 10 milioni di utenti, (contro i 750 di facebook), la notizia no è questa ma quanto il fatto che nonostante Big Gabbia deciso di  non festeggiare e comunque di non rilasciare alcun tipo di comunicato il suo social sta crescendo in maniera espansiva, a due settimane dal lancio. Vero è che plus ha centrato e risolto quello chepuò essere considerato il punto debole di facebook: la privacy. Il modello di social network introdotto da google è innovativo proprio in questo, nella possibilità di poter categorizzare in maniera precisa le nostre conoscenze (persone con cui condividiamo una disciplina sportiva, la famiglia, negozianti preferiti etc) e di avere altrettante bacheche per ogni cerchia (i gruppi delle conoscenze), in questo modo si può scegliere se parlare a tutti, ad un gruppo o al singolo (la chat e/o video chat). Il problema grosso di FB è che sino ad...
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Abbiamo provato plus, vi piacerà

Abbiamo testato la nuova piattaforma di social netwok di google, e non è niente male, come accennavamo in un altro articolo plus potrebbe diventare il social network definitivo, la sua integrazione con il motore di ricerca è totale, in pratica si ha la comodità di restare in contatto con gli amici (o come vorrete categorizzare le persone) e sfruttare le informazioni che google mette a disposizione tramite la ricerca. In questo caso gmail diventa parte del social, come tutti i servizi integrati di Big G, viene implementata la video chat e la cosa più importante è la vera categorizzazione dei legami sociali, Circles è la vera novità, in questo caso si riesce a riportare in maniera virtuale e con precisione i legami che una persona intrattiene nella realtà, inoltre ogni cerchia corrisponde ad una bacheca, quindi se si scrive dentro “colleghi” solo gli appartenenti a quel gruppo potranno leggere i...
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